Valle dell'Irminio
la linfa della natura

Le olive della cultivar Cetrale, di origine araba e oggi tipica di questo territorio, vengono raccolte a mano direttamente sulla pianta all’inizio della loro invaiatura, fra primo ed il venticinque ottobre, e vengono accuratamente selezionate e molite entro sei ore a freddo con ciclo continuo.

All’aspetto appare verde intenso.

All’olfatto è molto persistente, caratterizzato dal profumo netto di pomodoro verde ed in tono minore di erba fresca e foglia.

Al gusto è pieno ed intenso, armonico, piccante ed amaro in equilibrio con retrogusto di carciofo e di spezie.

E’ indicato per un impiego a crudo su raffinati piatti a base di carni rosse, arrosti, legumi, insalate e pinzimonio e su dolci di ricotta.

Il fiume Irminio è il più lungo della Provincia di Ragusa. Il suo corso nasce alle falde del Monte Lauro, antico vulcano oramai inattivo dell’altipiano ibleo, e sfocia nel Mar Mediterraneo nel territorio di Scicli.

Plinio il Vecchio, nella Naturalis historia, fa derivare il nome Irminio da Hermes, l’antico dio Mercurio che di queste acque fece la sua dimora e qui si innamorò della ninfa Dafnide.

Fin dai tempi preistorici e poi soprattutto in epoca greca e romana, è stato il più attivo collegamento dell’entroterra con la costa, luogo di intenso transito e di scambi commerciali grazie alla sua ormai perduta navigabilità.

La Valle dell’Irminio, profonda e sinuosa, è ricca di una vegetazione che si è evoluta nei secoli senza ricevere alcun disturbo dalla mano dell’uomo. Oggi è stata protetta con l’istituzione della Riserva Naturale Speciale Biologica.